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Pudiga
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Il mwdwPudìga (mweaPudìga in mweqlingua lombarda; chiamato anche mwegFugone oppure mwewMussa nel suo tratto milanese) è un mwfatorrente che attraversa la mwfqcittà metropolitana di Milano e il mwfgParco delle Groane. È l'ultimo affluente dell'mwfwOlona, in cui confluisce alla sua sinistra idrografica.
Contents
• Storia
• Note
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Descrizione
Il Pudiga nasce a mwgwSenago, all'interno del mwhaParco delle Groane, dall'unione dei torrenti mwhqCisnara e mwhgLombra. Prosegue poi il suo corso attraversando i comuni di mwhwBollate, dove scorre in gran parte tombinato, e mwiaNovate Milanese, dove prosegue nuovamente a cielo aperto: giunto a mwiqMilano assume la denominazione di mwigMussa.
A Milano scorre nel sottosuolo di via Espinasse e piazzale Accursio e sotto la mwjacirconvallazione filoviaria. Raggiunge infine piazza Carlo Stuparich, dove si immette nel fiume mwjqOlonacite-ref-1[1]. Il suo percorso a Milano è totalmente tombinato: la copertura (tombinatura) del tratto milanese del Pudiga, già canalizzato all'inizio del XX secolo, è avvenuta tra il mwkg1955 e il mwkw1967.
Il suo mwlqbacino idrografico, che comprende anche parte del Parco delle Groane, è lungo e stretto. Il regime del torrente è caratterizzato da un flusso costante tutto l'anno, determinato principalmente dall'apporto di alcuni depuratori a monte di mwlgLimbiate. Nel tragitto che va da Bollate a Novate Milanese, non essendoci apporti idrici significativi mantiene costante sia il suo flusso che la qualità delle acque. Giunto a Milano, probabilmente per alcuni scarichi abusivi all'altezza di mwlwBaranzate, la qualità peggiora. Un tempo riceveva, a partire dal polo industriale della mwmaSNIA viscosa a monte di Limbiate, notevoli reflui industriali, caratterizzati da inquinanti quali coloranti, solventi organici, metalli pesanti ecc., che rendevano questo torrente uno dei più inquinati del mwmqNord Italia. Queste testimonianze sono state raccolte tra alcuni cittadini di Senago , i quali affermarono che dagli anni '50 agli anni '80 circa le acque si coloravano ogni giorno di un colore diverso e il fetore emanato era insopportabile.
Storia
In origine il percorso del Pudiga aveva una lunghezza maggiore: le acque del torrente non sono infatti sempre finite nell'mwoaOlona, che è stato deviato verso Milano solo successivamente, dagli mwoqantichi Romani. Anticamente il Pudiga percorreva il suo alveo naturale ricevendo da sinistra il torrente mwogBozzente e lambendo il mwowcentro storico di Milano. Garantiva così, insieme al mwpaSeveso, le acque necessarie all'approvvigionamento idrico dei milanesi. Dopo aver lambito il lato occidentale del centro storico di Milano il Pudiga proseguiva verso sud seguendo il proprio alveo naturale, corrispondente a quello del moderno colatore mwpqLambro Meridionale, confluendo poi nel mwpgLambro presso mwpwSant'Angelo Lodigianocite-ref-2[2].
In origine, all'altezza del centro abitato di Milano, il Pudiga compiva un'ampia ansa verso est, che lo portava a sfiorare la città all'altezza della moderna piazza Vetra, nei pressi dell'alveo naturale del mwrqtorrente Nirone, per poi piegare verso meridione seguendo l'alveo del moderno Lambro Meridionalecite-ref-urbanfile-3-0[3].
Originariamente, alla sua sinistra idrografica, il Pudiga, in luogo dell'Olona, riceveva il Bozzente. Il Bozzente in origine aveva infatti un alveo naturale autonomo che lo portava a raccogliere le acque del mwswLura e del mwtaMerlata per poi confluire nella Mussa. Come già accennato, furono a gli antichi Romani a deviare l'Olona, all'altezza di mwtqLucernate, frazione di mwtgRho, nel letto del Bozzente e quindi poi verso l'alveo del Mussa. Prima di queste deviazioni il Pudiga confluiva nel Torrente Nirone e non raggiungeva il mwtwLambro Meridionale. Infatti il Lambro Meridionale era in realtà il fiume Mussa in cui fu riversato il torrente Pudiga nel 1800 durante i lavori della mwuaferrovia Torino-Milano. Il tratto milanese dell'Olona corrisponde pertanto agli antichi alvei naturali del mwuqBozzente e del Pudigacite-ref-urbanfile-3-1[3]. È curioso infatti che il nome "Nirone" è presente sia a sinistra che a destra del Pudiga, ma il Nirone risulta essere uno dei fiumi di Milano, quindi è logico che il Nirone raccogliesse le acque del Pudiga mentre il Bozzente assieme al Merlata confluiva nella Mussa che poi diventava Lambro Meridionale. Detto questo in origine il Pudiga arrivato all'odierna Via Palizzi si immetteva nel mwvgMirone. Il Pudiga fu successivamente inserito con un canale artificiale nel Mussa.
Come destinazione finale del nuovo percorso dell'Olona fu scelto il fossato delle mwwamura romane di Milano, dove riversava le sue acque nel mwwqcanale Vetra (nome dato dagli antichi Romani al tratto terminale dell'alveo naturale del Nirone) all'altezza della moderna e mwwgomonima piazza: per realizzare questo obiettivo, gli antichi Romani prolungarono e allargarono il "canale Vetra" verso la già citata ansa naturale del Pudiga così da raccogliere anche le acque dell'Olonacite-ref-urbanfile-3-2[3].
Il motivo della deviazione dell'Olona verso Milano va ricercata nel fabbisogno d'acqua della popolazione della città, diventata molto numerosa con il passare dei secoli: il modesto regime idrico di Seveso e Pudiga non era infatti più sufficiente a soddisfare le loro necessità. Gli antichi Romani decisero così di deviare il fiume Olona, che scorreva nelle campagne ad ovest di Milano. L'Olona garantiva infatti una quantità d'acqua di gran lunga superiore a quella di Seveso e Pudiga. Il nuovo alveo artificiale dell'Olona fu scavato ex novo solo per un breve tratto: giunti a Rho al torrente Bozzente, i progettisti allargarono il suo letto per poter accogliere una maggior portata d'acqua, quella dell'Olona.
L'Olona originariamente proseguiva lungo il suo alveo naturale verso sud attraversando la moderna mwyqSettimo Milanese e passando a diversi chilometri da Milano per poi percorrere l'alveo dell'mwygOlona inferiore o meridionale e sfociare nel mwywPo a mwzaSan Zenonecite-ref-cita-autori-vari-p20-4-0[4]. Con questa deviazione l'Olona cessò di esistere come fiume continuo dalle sorgenti alla foce.
L'Olona fu deviato verso Milano anche per un altro motivo: avere un corso d'acqua che costeggiasse interamente la mwagvia Severiana Augusta, antica mwawstrada romana che congiungeva mwbamwbqMediolanum (la moderna mwbgMilano) con il mwbwVerbannus Lacus (il Lago Verbano, ovvero il mwcaLago Maggiorecite-ref-cita-autori-vari-p14-5-0[5]). Parte del tracciato della via Severiana Augusta, che venne utilizzato anche nel mwdqMedioevo e nei secoli seguenti, fu ripreso da mwdgNapoleone Bonaparte per realizzare la mwdwstrada statale del Sempionecite-ref-cita-autori-vari-p15-6-0[6]cite-ref-cita-d-ilario-p83-7-0[7].
Gli antichi Romani reputarono fondamentale avere una via d'acqua che costeggiasse la via Severiana Augusta per dare un cospicuo incremento ai commerci lungo questa strada, soprattutto considerando il maggiore carico trasportabile sui barconi fluviali rispetto al semplice trasporto terrestrecite-ref-cita-ferrarini-p21-8-0[8]. L'opera di deviazione dell'Olona verso Milano venne realizzata in concomitanza alla costruzione della via Severiana Augusta, ovvero nei primi anni dell'mwhqEra volgare, cioè tra la fine dell'mwhgera repubblicana e i primi decenni dell'mwhwetà imperiale romanacite-ref-cita-autori-vari-p22-9-0[9].
Mappa dell'idrografia originaria di Milano
Curiosità
All'altezza del sottopasso del mwmwCanale Scolmatore di Nord Ovest, vi è una paratia che fa confluire eventuali portate, dal canale scolmatore al torrente Pudiga. Questo è possibile in quanto il torrente Pudiga rimane ad un'altezza inferiore rispetto al canale scolmatore. Fatto curioso in quanto il C.S.N.O. fu progettato per raccogliere le acque in eccesso dei torrenti delle groane, ma non del torrente Pudiga in quanto passa ad un piano più basso di quest'ultimo.
Note
cite-note-11. ↑ mwogmwowmwpaDescrizione con figure del sistema idrico di Milano di Metropolitana Milanese, su mwpqmetropolitanamilanese.it. mwpgURL consultato il 18 ottobre 2017 mwpw(archiviato dall'mwqaurl originale il 16 ottobre 2009).
cite-note-22. ↑ F. Poggi, mwraLe fognature di Milano, Milano 1911, p.178
cite-note-urbanfile-33. ↑ mwtamwtqmwtgMilano – I Fiumi nascosti di Milano, su mwtwblog.urbanfile.org. mwuaURL consultato il 31 marzo 2018.
cite-note-cita-autori-vari-p20-44. ↑ mwvamwvqAutori vari,mwvg p. 20.
cite-note-cita-autori-vari-p14-55. ↑ mwwgmwwwAutori vari,mwxa p. 14.
cite-note-cita-autori-vari-p15-66. ↑ mwyamwyqAutori vari,mwyg p. 15.
cite-note-cita-autori-vari-p22-99. ↑ mw2gmw2wAutori vari,mw3a p. 22.
Bibliografia
• citerefautori-variAutori vari, Di città in città – Insediamenti, strade e vie d'acqua da Milano alla Svizzera lungo la Mediolanum-Verbannus, Soprintendenza Archeologia della Lombardia, 2014. URL consultato il 16 gennaio 2017.
• citerefd-ilarioGiorgio D'Ilario, Egidio Gianazza, Augusto Marinoni, Marco Turri, Profilo storico della città di Legnano, Edizioni Landoni, 1984, SBN RAV0221175.
• citerefferrariniGabriella Ferrarini, Marco Stadiotti, Legnano. Una città, la sua storia, la sua anima, Telesio editore, 2001, SBN RMR0096536.
Voci correlate
Collegamenti esterni
• mw8qRelazione idrologica-idraulica del progetto preliminare della variante di Baranzate dell'autostrada Rho-Monza, su va.minambiente.it.